Il Museo di Capodimonte ha molte anime, e tutte meritano una visita!

Il sito nasce come riserva di caccia di Re Carlo ed è stato residenza reale per tre dinastie, ognuna delle quali ha lasciato un segno: i Borbone, i sovrani francesi Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat e i Savoia dopo l’Unità di Italia...

Staff

È stato Capodimonte a farmi compiere la scelta di storico dell’arte dopo che lo visitai nel 1980 ed oggi posso dire che è per me un sogno esserne diventato il direttore. È sicuramente la più grande sfida della mia carriera

Comitato scientifico

Andrea Zezza
Professore associato per il settore L-ART/02, ha condotto studi sulla pittura italiana del Rinascimento, dal XV al XVII secolo, con particolare attenzione all’Italia Meridionale, e sulla letteratura artistica sei e settecentesca.
Maria Cristina Terzaghi
Riccardo Lattuada
Giuseppe Porzio

Advisory Board

Il Cda del Museo e Real Bosco di Capodimonte, composto dal direttore Sylvain Bellenger, Fabrizio Pascucci, Giorgio Ventre, Maurizio di Robilant e Anna Imponente nella seduta del 6 giugno 2018 ha deciso di creare un advisory board che accompagnerà e condividerà la politica culturale del direttore Sylvain Bellenger, aiutandolo nella sua elaborazione e realizzazione, con particolare attenzione per il fundraising internazionale e i rapporti con le imprese.

Missione

A sessant’anni dall’inaugurazione del Museo di Capodimonte e dopo tre anni dalla integrazione delle gestioni amministrative del Museo e del Bosco, la Direzione del Museo promuove la realizzazione di un Piano di Sviluppo per far diventare Capodimonte un Campus Culturale one stop shop, unico in tutta Europa: un sistema diofferta culturale articolato, che comprenda arte, storia, architettura, natura, spettacoli ed esecuzioni artistiche, ristoro e svago, capace di accrescere la produttività culturale del suo patrimonio artistico, storico e ambientale in una prospettiva unitaria.

Il Real Bosco di Capodimonte con i suoi 134 ettari e le 400 diverse specie vegetali impiantate nel corso di due secoli, tra cui specie rare ed esotiche come la canfora e le camelie provenienti dall’Asia, le magnolie e i taxodi delle Americhe e gli eucalipti australiani, è un’area verde incontaminata che si affaccia sul golfo di Napoli. Il Bosco rappresenta non soltanto un “monumento vivente” ma un vero e proprio sistema ecologico in grado di innescare un processo di “rigenerazione” culturale a tutto tondo in cui natura e cultura si intrecciano, in cui l'offerta culturale del Museo e il potenziamento dell'offerta naturale del Bosco procedano di pari passo. La sfida contenuta nel Piano di sviluppo è quella di coniugare la tutela del Giardino storico con l'uso civico di questo grande parco urbano frequentato da 1 milione e mezzo di persone ogni anno.

La digitalizzazione e la condivisione della memoria sono un imperativo per un Museo che voglia entrare nel XXI secolo. Un impegno che vale per tutte le opere d'arte custodite nel Museo , un patrimonio unico nel contesto mondiale, affinché le nuove generazioni possano conoscerle, amarle e tutelarle e lo stesso vale per le altre arti, come la musica. Napoli dal ‘700 per due secoli è stata la capitale mondiale della musica, con milioni archivi musicali ora dispersi e trascurati, non celebrare e conservare questa memoria sarebbe un errore dal grande peso storico. Il Piano di sviluppo prevede una profonda innovazione tecnologica a favore del pubblico, in modo da facilitare la conoscenza delle opere, la comprensione dei contenuti, dei prodotti e delle attività culturali.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte si presenta come spazio “aperto”, con continui processi di sensibilizzazione e contaminazione culturale rivolti al pubblico. Il Campus ha relazione stretta con i territorio di riferimento, a partire dai quartieri limitrofi (Sanità, Miano, Stella, San Carlo all’Arena e Scampia), fra i più ricchi della città per testimonianze di città storico-artistiche che, tuttavia, versano attualmente in una condizione di forte deprivazione sul piano della sicurezza e della dotazione di attrezzature sportive e fattori per l’aggregazione. I ragazzi di questi quartieri già utilizzano i nuovi campi di calcio e di rubgy interni al Parco di Capodimonte, e in futuro potranno contare su ulteriori strutture, dove imparare il valore del gioco di squadra e divertirsi in un contesto sano. Per molti giovani, il contatto con l’arte può determinare scelte di vita che rafforzino il senso di legalità e che li allontanino dal rischio marginalità, devianza, criminalità.

Masterplan

La Direzione del Museo, promuove la realizzazione di un Piano di Sviluppo per far diventare Capodimonte un Campus Culturale, unico in tutta Europa, e qualificarlo fra i grandi Musei del mondo, dopo l'integrazione delle gestioni amministrative del Museo e del Bosco (l’Istituto nasce con la denominazione “Museo di Capodimonte” e, con D.M. 23 dicembre 2014, concernente “Organizzazione e funzionamento dei musei statali”, gli è stato assegnato anche il Bosco di Capodimonte).

Orari Museo

 Primo piano (8.30-19.30)
Secondo e terzo piano (9.30-17.00)

Mercoledì chiuso 

Orari real bosco

Ottobre, febbraio, marzo
7.00 - 18.00

Da novembre a gennaio
7.00-17.00

Da aprile a settembre
7.00-19.30