Un giardino è un’opera d’arte. Come scrive Edouard Andrè, famoso paesaggista francese, professore della scuola di Versailles e autore di numerosi giardini in Europa è un’opera d’arte di difficile assemblaggio o meglio di difficile mescolamento tra arte e scienza. Infatti a differenza di una statua, un dipinto, una composizione musicale o poetica, un giardino non può mai dirsi ultimato. Le piante sono per il giardino come le cellule di un organismo vivente, che continua a crescere e a trasformarsi, tanto che un luogo muta continuamente d’aspetto, anche da un giorno all’altro. Ma essendo il giardino concepito secondo un progetto, se lasciato a se stesso, la materia vegetale comincia a procedere per proprio conto e se non si esercita da parte di chi gli è preposto un controllo continuo, sfocia nella confusione, nel degrado.

Il Real Bosco è un giardino storico

Il Real Bosco di Capodimonte nasce come riserva di caccia che si estende a ridosso della reggia per circa 134 ettari con oltre 400 diverse specie vegetali impiantate nel corso di due secoli.

Un’area verde incontaminata che si affaccia sulla città e sul golfo di Napoli.

Grazie al clima mite e all’attività di rinomati botanici sono state impiantate qui molte specie rare ed esotiche tra le quali canfora e camelie provenienti dall’Asia, magnolie e taxodi delle Americhe ed eucalipti australiani.

Tra i viali si dispongono 17 edifici storici tra residenze, casini, laboratori, depositi e chiese, oltre a fontane e statue, orti e frutteti.

Per il suo patrimonio storico, architettonico e botanico il Bosco di Capodimonte è stato nominato nel 2014 parco più bello d’Italia.

Il vasto parco, uno dei più grandi d’Italia, viene progettato nel 1734 da Ferdinando Sanfelice, uno dei più grandi architetti del tardo barocco napoletano, che immagina due sezioni distinte per stile e funzione: il giardino vero e proprio nell’area intorno alla Reggia, con ampie aperture panoramiche sul golfo di Napoli, e il bosco per la caccia, disseminato di statue, grotte e costruzioni destinate a usi diversi, come la chiesa, le manifatture e le aziende agricole.

Nel Real Bosco di Capodimonte ciò che è immediatamente visibile, anche ad un occhio meno esperto, sono le diverse tipologie di architetture vegetali che lo costituiscono. Infatti l’odierno aspetto del Bosco è il frutto della coesistenza di più modelli culturali di riferimento della storia del giardino: il giardino scenografico tardo barocco, giardino alla francese primo nucleo originario voluto da Carlo di Borbone nel 1734, il giardino paesaggistico all’inglese, il giardino paesaggistico pastorale oltre ad aree produttive (l'unico rimasto oggi è il Giardino Torre) e a vaste aree naturali come i valloni.

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Oltre 400 diverse specie vegetali

Acero napoletano


(Acer opalus subsp. Neapolitanum)

nel Giardino tardo barocco

Albero della carta


(Melaleuca stephyloides)

uno dei primi esemplari impiantati a Napoli, la si può ammirare sul Giardino dei Principi nei presso della Palazzina Colletta

Alloro


(Laurus nobilis)

presenti nell'area del Giardino tardo barocco

Camelia




presenti nel Giardino dei Principi e nel Giardino Torre in diverse varietà cromatiche

Canforo


(Cinnamomum camphora)

sono presenti due esemplari tra più grandi d’Italia (circa 18 metri d’altezza e 7 di circonferenza), uno nel Giardino dei Principi e uno al Giardino Torre

Carpino nero


(Ostrya carpinifolia)

nel Giardino tardo barocco

Cedro


(Cedrus libanii)

nel Giardino paesaggistico-pastorale

Cedro


(Cedrus altrantica)

nel Giardino paesaggistico-pastorale

Cipresso di Montezuma


(Taxodium mucronatum)

identificato da Gussone nel 1853

Cipressi


(Cupressus sempervirens)

nel Giardino paesaggistico-pastorale

Cycas revoluta




impiantata dai Savoia intorno alla Reggia

Eucalipto rosso


(Eucalyptus camaldulensis)

identificato da Dehnhardt nel 1832

Magnolia grandiflora




sono presenti dieci esemplari, sette dei quali riunite nelle praterire antistanti la Fagianeria e comunemente dette “sette querce”

Tasso


(Taxus baccata)

Palma americana


(Washingtonia filifera e W. Robusta)

Palma blu del Messico


(Brahea armata)

dalla crescita lentissima, l’unico esemplare presente nel parco è alto circa nove metri

Palma delle Canarie


(Phoenix canariensis)

presente nell'area dello Spianato del Belvedere e intorno alla Reggia

Phoenix reclinata




presenti intorno alla Reggia

Pino domestico


(Pinus pinea)

presenti nell'area adiacente il Cisternone, sostituirono gli originari vigneti

Pino nero


(Pinus nigra)

nel Giardino paesaggistico-pastorale

Platano


(Platanus orientalis)

nel Giardino paesaggistico-pastorale

Podocarpo


(Podocarpus elongatus)

uno dei quattro presenti a Napoli e provincia, presente nel Giardino paesaggistico pastorale

Quercia di leccio


(Quercus ilex)

presenti nel Giardino Tardo-Barocco

Roverella secolare


(Quercus pubescens)

nel Giardino Tardo-Barocco

Serapide maggiore


(Serapias vomeracea)

è una rara orchidea autoctona presente nelle praterie del Giardino paesaggistico-pastorale

Tiglo


(Tilia platyphyllos)

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